Eruzione Etna 1886: il Club Alpino Italiano battezza un cratere e visita Nicolosi deserta

Fotografie d’ epoca in albume della spedizione del CAI di Catania al teatro eruttivo e a Nicolosi. (Collez. Leonardi). Il 13 giugno 1886 il CAI Sezione di Catania delibera di nominare il nuovo cratere formatosi durante l’ eruzione  “Monte Gemmellaro” in onore del noto medico e vulcanologo Carlo Gemmellaro. La cronaca di quell’ evento è fedelmente riportato alla pagina  161 del  libro “Sulla Eruzione dell’ Etna di maggio-giugno 1886” dell’ Ing. B. Gentile Cusa:  ” Il 22 giugno due comitive di socii del Club Alpino, dopo aver visitato il campo dell’ eruzione, s’ incontravano sulla vetta del nuovo cratere, dove con grande solennità e con maggiore allegria, il Presidente della Sezione Signor Barone Enrico Grimaldi di Serravalle, battezzava il neonato rompendo la tradizionale bottiglia di vino spumante. A ricordo di questo fatto, unico negli annali della storia Etnea, era stata trasportata fin là e fu posta sulla cima sud del monte una grossa lapide marmorea sulla quale sta scritto: << Sezione Catanese del C.A.I – Monte Gemmellaro 1886 >>. Ciò perchè i posteri non abbiano a prendere abbagli. Pei contemporanei pensava l’ Avv. Ursino riproducendo in fotografia il simpatico gruppo dei soci intervenuti”. Durante l’ ascesa attraversano l’ abitato di Nicolosi desolatamente vuoto per l’ ordine di sgombero dato dalle Autorità a causa  del grave rischio di essere travolto dalla colata lavica.

Battesimo del nuovo cratere: Nove personaggi in posa ufficiale. Tra di essi oltre al Presidente del CAI Sezione di Catania anche il Barone Ursino Recupero mecenate e filantropo catanese (probabilmente il 3° partendo da destra). Il soggetto che appare in 3.a posizione a sinistra tiene nella mano destra il pulsante  per scattare la fotografia. Notare l’ abbigliamento alpino alquanto approssimativo.

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Caverna eruttiva a sud-ovest di Monte Gemmellaro: altra fotografia in posa aulica vicino alla grande caverna apertasi ai piedi di Monte Gemmellaro. Notare il personaggio a destra che mantiene un atteggiamento da conquistatore e le dimensioni dell’ apparato eruttivo in rapporto alle figure umane. 5_1886R

Braccio dei Monti Rossi (visto da levante): E’ visibile alla base del cono più a destra, il braccio di lava che più da vicino minaccia  l’ abitato di Nicolosi.
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Il “Calvario” ingombro di masserizie: E’ uno dei rioni di Nicolosi ingombro delle masserizie sparse qua e là pronte per l’ evacuazione. I bracci di lava sono nelle immediate vicinanze ed  il rischio per le persone e le cose è alto. Gli abitanti abbandonano le loro case e trasportano in strada quanto può essere portato via comprese finestre,inferriate e persino i tetti.
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Piazza di Nicolosi dopo lo sgombro: Il cuore della cittadina abbandonato. E’ una scena irreale e tragica se si pensa a quanto fosse  animata dalle persone. La desolazione regna su tutto ed esprime la sofferenza della popolazione.
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